Chi compra oro all'estero prima o poi deve portarlo oltre un confine. Ed è proprio qui che si commettono gli errori più costosi: non all'acquisto, ma all'ingresso. Prima la buona notizia: l'oro da investimento che entra in Italia non paga né dazi né IVA. Poi quella cattiva: l'obbligo di dichiarazione vale comunque, e chi lo viola rischia sanzioni che possono arrivare a un milione di euro.
Qui trovi che cosa vale quando porti oro in Italia da un Paese extra UE, e anche da un altro Stato membro, perché la legge tratta l'oro come contante e a che cosa deve badare chi viaggia.
L'oro da investimento non paga dazi né IVA
In tutta l'UE l'oro da investimento è esente da IVA e all'importazione non paga dazi. In Italia l'esenzione sta nell'art. 10, n. 11 del DPR 633/1972, la definizione nella legge 7/2000. È oro da investimento:
- Lingotti e placchette di peso accettato dal mercato dell'oro e di purezza pari o superiore a 995 millesimi
- Monete d'oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese d'origine e il cui prezzo non supera normalmente di oltre l'80 per cento il valore dell'oro contenuto
Un Krugerrand, un Filarmonico di Vienna o un lingotto svizzero da 100 grammi possono quindi entrare in Italia senza tributi. Anche in Svizzera l'oro da investimento è esente dall'IVA.
Conta la distinzione: i gioielli d'oro non sono oro da investimento. Per i gioielli valgono le normali franchigie per i viaggiatori che arrivano da Paesi extra UE: 430 euro in aereo o via mare, 300 euro via terra, 150 euro per i minori di 15 anni. Se il valore supera la soglia, secondo l'Agenzia delle Dogane i diritti doganali sono dovuti sull'intero valore del bene.
La regola dei 10.000 euro: l'oro vale come contante
Con il Regolamento (UE) 2018/1672 l'oro alle frontiere esterne dell'UE è trattato come denaro contante, e il d.lgs. 195/2008 riprende la stessa definizione. Oltre alle banconote rientrano espressamente:
- le monete d'oro con un tenore di almeno il 90 per cento
- i lingotti, le pepite e gli aggregati d'oro con un tenore di almeno il 99,5 per cento
La conseguenza: chi entra in Italia o ne esce con denaro contante per un valore complessivo pari o superiore a 10.000 euro deve dichiararlo e metterlo a disposizione della dogana per il controllo. Il valore dell'oro e del contante che porti con te si somma. Ai prezzi attuali la soglia si raggiunge in fretta: possono bastare due o tre once più un po' di contanti per il viaggio.
E qui c'è la differenza che sorprende molti: l'Italia chiede la dichiarazione anche per i movimenti con gli altri Paesi UE. L'art. 3 del d.lgs. 195/2008 riguarda chiunque entra nel territorio nazionale o ne esce, e l'ADM precisa che vale per tutti i movimenti da e verso i Paesi UE. Chi compra oro in Austria e lo porta in Italia non paga IVA, ma da 10.000 euro dichiara: per via telematica prima del confine o per iscritto al passaggio. La dichiarazione non costa nulla e non fa scattare imposte. È solo uno strumento di controllo antiriciclaggio.
Sanzioni se non dichiari
Chi non dichiara l'oro rischia una sanzione amministrativa. L'art. 9 del d.lgs. 195/2008 la calcola sull'importo che supera la soglia: dal 30 al 50 per cento se l'eccedenza non supera 10.000 euro, dal 50 al 70 per cento fino a 100.000 euro, dal 70 al 100 per cento oltre, con un minimo di 900 euro e un massimo di un milione di euro. Sul posto la dogana sequestra inoltre una parte dell'eccedenza, il 50 per cento per le eccedenze fino a 10.000 euro. Che cosa succede durante un controllo doganale con l'oro quando la provenienza resta da chiarire lo regola l'art. 3-bis dello stesso decreto: trattenimento fino a 30 giorni, prorogabile in casi particolari fino a 90.
Da ricordare: importare oro da investimento non costa nulla. Importarlo in silenzio può costare una fortuna.
Importazione dagli altri Paesi extra UE
Le stesse regole valgono per tutti i Paesi terzi, che sia la Svizzera, il Regno Unito, Dubai, Singapore o gli USA: oro da investimento senza tributi, dichiarazione da 10.000 euro, gioielli solo entro le franchigie.
- Svizzera e Liechtenstein: non sono Paesi UE, quindi le regole della frontiera esterna valgono in entrambe le direzioni. Chi porta fisicamente in Italia l'oro custodito in un deposito franco svizzero lo importa da un Paese terzo, con dichiarazione da 10.000 euro.
- Spedizione invece del bagaglio: chi fa spedire l'oro tramite corriere o trasportatore di valori sposta le formalità doganali sul fornitore del servizio. Per quantità importanti il trasporto valori assicurato batte la valigia quasi sempre.
- Turchia: pagina dedicata.
La domanda strategica: l'oro deve davvero passare il confine?
Dal punto di vista della protezione patrimoniale la domanda più importante non è come portare l'oro a casa, ma se farlo. L'oro che si trova fisicamente in Italia è soggetto in pieno all'ordinamento italiano. L'oro custodito in un caveau di alta sicurezza in Svizzera, in Liechtenstein o a Singapore no.
Chi compra all'estero per proteggere il patrimonio di regola dovrebbe custodire l'oro anche all'estero e portare a casa solo quello che serve davvero. Come funziona in pratica, quali giurisdizioni sono adatte e che cosa offrono i depositi franchi lo spieghiamo nella pagina Custodire l'oro all'estero.
Domande frequenti
Devo dichiarare l'oro in dogana se vale meno di 10.000 euro?
No. Sotto i 10.000 euro di valore complessivo (oro più contante al seguito) non c'è obbligo di dichiarazione, né alla frontiera esterna né tra Paesi UE. Conservare la ricevuta d'acquisto resta comunque utile.
All'importazione di oro da investimento si paga l'IVA?
No. L'oro da investimento secondo la definizione europea è esente da dazi e da IVA all'importazione, qualunque sia il valore. La dichiarazione da 10.000 euro è una pura comunicazione di controllo, senza tributi.
Che cosa succede se non dichiaro l'oro e vengo controllato?
Rischi una sanzione amministrativa calcolata sull'importo che supera la soglia, da un minimo di 900 euro fino a un milione, e il sequestro di una parte dell'eccedenza. L'oro può essere trattenuto finché non è chiarita la provenienza dei fondi.
La soglia di 10.000 euro vale per persona o per famiglia?
Per persona: l'obbligo riguarda chiunque entri o esca trasportando denaro contante. Attenzione però: dividere ad arte tra più viaggiatori un patrimonio comune solo per restare sotto la soglia è proprio il genere di scelta che un controllo mette in luce.