Protezione strategica del patrimonio

Protezione patrimoniale
fuori dall'UE

Lo Stato ha molti modi per mettere le mani sul tuo patrimonio. Ti mostriamo come proteggerti in modo giuridicamente solido, con strutture che stanno fuori dalla sua portata. Non si tratta di nascondere denaro al fisco, ma di strutturare il tuo patrimonio in modo legale e solido, così che sia protetto al meglio nei limiti della legge: le costruzioni abusive e i trasferimenti a danno dei creditori lo Stato può sempre attaccarli.

Le minacce

Che cosa mette a rischio il tuo patrimonio

Chi ha un patrimonio in Italia affronta una lunga serie di rischi statali e giuridici, dalla patrimoniale all'imposta di successione. Clicca su una sfida per l'analisi completa, oppure guarda tutte le sfide in sintesi. Abbina la giurisdizione adatta alla struttura giusta: tutte le strutture di protezione in sintesi.

Gentile lettrice, caro lettore,

Non si può più ignorare la critica crescente, a tratti l'ostilità, verso chi produce di più e chi guadagna di più. Sembra sempre più accettato socialmente prendersela proprio con chi già oggi sostiene una quota sproporzionata del carico fiscale.

In Italia il precedente ha una data precisa, l'estate del 1992:

Con il decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, lo Stato prelevò il 6 per mille da ogni deposito bancario e postale, calcolato sul saldo del 9 luglio 1992: due giorni prima del decreto.

La Corte costituzionale lo ha giudicato legittimo con la sentenza n. 143 del 1995: un'imposta straordinaria che, secondo la Corte, non sottraeva il patrimonio.

Contava il saldo di quel giorno. Nessun correntista poteva più spostare nulla.

Quando i conti pubblici non tornano, il denaro si cerca dove è fermo e visibile: sui conti, negli immobili, nelle successioni.

E la politica? Invece di prendere le distanze da questo clima, spesso getta benzina sul fuoco: periodicamente torna la richiesta di una patrimoniale, di aliquote massime più alte e perfino di prelievi straordinari in nome della «giustizia fiscale». E lo fa con un linguaggio alla Robin Hood, che dipinge chi guadagna di più come il profittatore avido e senza cuore di una crisi globale che si aggrava, così che redistribuire un po' sembri soltanto giusto.

Nello stesso spirito il fondatore tedesco del WEF di Davos, Klaus Schwab, venerato come un guru da molti politici europei, rispolvera in chiave COVID, con toni sensazionalistici e minacciosi, le sue vecchie idee sul «capitalismo degli stakeholder» con il titolo «The Great Reset». Da cinquant'anni ripropone questa povertà intellettuale come merce stantia.

«You will own nothing and you will be happy»: così suona una delle sue visioni per il 2030. Se si chiede a Schwab o ad altri esponenti del WEF conto delle tesi inquietanti al centro delle sue idee, tutto si riduce a un grande malinteso. Chi vuol credere, creda.

Da cittadino a garante dello Stato?

I governanti, a quanto pare, non fanno grandi distinzioni. Il cittadino è considerato anzitutto il garante paziente dello Stato, chiamato a rispondere con tasse sempre più alte di debiti pubblici sempre nuovi e sempre più grandi. Quasi nessun Paese al mondo fa eccezione (il Liechtenstein, forse?).

Che nel caso dell'Italia si parli di fatti lo dicono i numeri dell'ISTAT: nel 2025 la pressione fiscale è salita al 43,1 % del PIL, 0,7 punti in più dell'anno precedente, e il debito pubblico ha raggiunto il 137,1 % del PIL, oltre 3.000 miliardi di euro.

E sono stime di marzo 2026. Difficile immaginare quali effetti di lungo periodo avranno sui conti pubblici e sul tessuto produttivo la transizione energetica e i suoi costi.

Eppure la politica non impara. Oggi l'imposta di successione italiana si ferma al 4 % per coniuge e figli, oltre una franchigia di 1 milione di euro ciascuno. Ma un'aliquota si cambia con una riga in una legge di bilancio, e un patrimonio già tassato verrebbe tassato di nuovo.

La protezione patrimoniale è anzitutto protezione dallo Stato

Certo: divorzio, responsabilità personale o una generazione di eredi impreparata sono tutti pericoli per il patrimonio della tua famiglia.

Ma la protezione patrimoniale è anzitutto protezione dall'accesso dello Stato. Che sia attraverso una tassazione elevata, l'arbitrio di norme come la direttiva europea «case green» (UE) 2024/1275, che dal 2025 esclude dagli incentivi le caldaie alimentate solo a combustibili fossili, oppure un esproprio «soft» con un prelievo straordinario come quello del 1992 sui conti: senza freni, lo Stato è un distruttore di patrimoni.

Chi vuole proteggere il proprio patrimonio dallo Stato dovrebbe occuparsi di asset protection fuori dall'UE: con una Limited con funzione di fondazione, un Asset Protection Trust o una Wyoming LLC.

L'armonizzazione europea ci insegna una cosa: ciò che oggi vale in Germania, domani diventa legge anche in Italia, Spagna e Grecia. L'esempio migliore è la tassazione in uscita (exit tax) sul trasferimento all'estero di beni d'impresa: la Germania la applicava da tempo, oggi la direttiva (UE) 2016/1164 la impone in tutta l'UE. In Italia è l'articolo 166 del TUIR.

Trasferirsi in un Paese a fiscalità favorevole è la leva più forte della protezione patrimoniale

A ogni cliente consigliamo il trasferimento in un Paese a fiscalità favorevole. La misura di asset protection con il maggiore effetto leva è infatti lo spostamento della residenza. Non deve però essere per forza un Paese extra UE: anche dentro l'UE ci sono opzioni interessanti, compatibili con una protezione patrimoniale fuori dall'UE.

Un esempio: ti trasferisci in Portogallo. Il regime NHR classico è chiuso ai nuovi arrivati; al suo posto è subentrato l'IFICI («NHR 2.0»). Se ne soddisfi i requisiti, per esempio con un'attività qualificata nella ricerca, nell'innovazione o in una startup certificata, i dividendi esteri sono esenti da imposta per 10 anni. Costituisci una Family Investment Company (FIC, holding di famiglia) a Londra, quindi fuori dall'UE. La FIC fonda una startup che dopo 3 anni viene venduta per 3 milioni di euro. Grazie al privilegio holding britannico e al fatto che nel Regno Unito non c'è ritenuta alla fonte sui dividendi in uscita, puoi incassare questi 3 milioni di euro in Portogallo come dividendo, interamente esenti da imposta.

I Paesi fanno a gara per te e per il tuo patrimonio

I colleghi di Nomad Capitalist hanno scelto il bel motto «Go where you are treated best»: vai dove ti trattano meglio.

In realtà è propaganda, un lavaggio del cervello ben calcolato del tuo Stato d'origine, farti credere che il tuo Paese sia il migliore, il più bello e il più stabile economicamente. Che solo lì tu possa essere felice, avere figli e crescerli nelle condizioni migliori.

Vivi in una Matrix. Sul serio. Puoi dare per certo che oggi esistono Paesi in cui puoi arrivare più lontano di quanto sarebbe possibile nel tuo Paese d'origine. Dove puoi davvero decollare, senza che ti mettano continuamente i bastoni tra le ruote.

Ma qualcosa si muove. Per una cosa dobbiamo essere grati al coronavirus: la pandemia ha senza dubbio trasformato in megatrend una tendenza che esisteva già prima. Chi poteva, è fuggito dal grigiore dei lockdown verso luoghi più soleggiati e spensierati come Dubai, il Messico o Tahiti. Così molti hanno scoperto uno stile di vita completamente nuovo. E poiché all'improvviso anche per il più tradizionalista degli imprenditori era accettabile che fornitori e consulenti indipendenti lavorassero da remoto, si sono aperte libertà impensate.

Abbiamo dovuto vedere la libertà con i nostri occhi e toccare con le nostre mani, come san Tommaso, ciò che ritenevamo impossibile.

E poi arriva l'illuminazione e all'improvviso capisci che esistono Paesi e luoghi dove vieni trattato in modo completamente diverso da casa. Sia dalla popolazione sia dal governo e dall'amministrazione.

Dove ti rispettano, dove apprezzano ciò che hai costruito. E dove si vuole convincere persone di successo come te a stabilirsi lì.

Lì hanno capito che una società ha bisogno proprio di persone che producono come te per funzionare. E sanno che le persone in gamba attirano altre persone in gamba.

E perché tu pianti la tua tenda in quel Paese, ti concedono generosi sconti fiscali o altri vantaggi concreti.

Go where you are treated best!

Quattordici giurisdizioni
fuori dalla portata dell'UE

Cayman Islands, Nevis, Panama, Singapore, Wyoming e altre nove. Ognuna con il proprio ordinamento, i propri obblighi dichiarativi e il proprio sistema bancario.

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alla tua situazione?

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