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Comprare argento all'estero: dove l'argento è senza IVA?

Ultimo aggiornamento: 01/01/2026

L'argento ha uno svantaggio decisivo rispetto all'oro, e non dipende dal metallo: l'IVA. Mentre nell'UE l'oro da investimento si compra e si vende senza IVA, in Italia ogni acquisto di argento da un commerciante sconta l'aliquota ordinaria del 22 per cento. In Germania si paga il 19 per cento, in Austria il 20. Chi investe 50.000 euro in lingotti d'argento in Italia lascia allo Stato circa 9.000 euro prima ancora che l'investimento sia cominciato.

La domanda logica è: in quali Paesi l'argento è esente da imposta, e come ci compra un investitore che vive in Italia? La risposta è sorprendentemente concreta, ma richiede di cambiare prospettiva: la chiave sta quasi sempre nel non portare fisicamente l'argento a casa.

Il punto di partenza per chi vive in Italia

  • Italia: IVA al 22 per cento su lingotti e monete d'argento. L'esenzione vale solo per l'oro da investimento; l'argento non ne fa parte.
  • Altri Paesi UE: ognuno applica la propria aliquota ordinaria, per esempio il 19 per cento in Germania e il 20 in Austria. Un'esenzione europea per l'argento non esiste.
  • Svizzera: IVA all'8,1 per cento sull'argento. Molto più mite che nell'UE, ma comunque non zero.

La Svizzera è quindi già il luogo più conveniente della regione per un acquisto fisico. Davvero esente si diventa solo fuori, oppure in una zona speciale.

Dove l'argento è esente: il confronto tra Paesi

Paese / via Imposta sull'argento da investimento Nota
Italia 22 % IVA Aliquota ordinaria, nessuna esenzione per l'argento
Germania 19 % IVA Aliquota ordinaria tedesca
Austria 20 % IVA Aliquota ordinaria austriaca
Svizzera 8,1 % IVA L'opzione di acquisto fisico più conveniente della regione
Deposito franco (CH, FL, SG) 0 % L'imposta è sospesa finché l'argento non lascia il deposito
Singapore 0 % GST Per gli Investment Precious Metals: argento a partire da 999 millesimi
Hong Kong 0 % Nessuna imposta sul valore aggiunto sui metalli preziosi
USA 0 % (a livello federale) Nessuna imposta federale; la maggior parte degli Stati esenta i metalli da investimento dalla sales tax
Canada 0 % GST Per l'argento da investimento a partire da 999 millesimi
Regno Unito 20 % VAT Per l'argento nessun vantaggio

Saltano all'occhio due schemi. Primo: i classici snodi asiatici dei metalli preziosi, Singapore e Hong Kong, non tassano affatto l'argento da investimento. Secondo: in Europa la via esente non passa da un Paese preciso, ma da una struttura: il deposito franco.

Il deposito franco: 0 per cento di imposta in Europa

Un deposito franco (molto diffuso in Svizzera e in Liechtenstein, e allo stesso modo a Singapore) è, ai fini doganali, estero. L'argento che un commerciante consegna direttamente in un deposito del genere si considera non importato. La conseguenza: non si paga IVA, né il 22 per cento italiano né l'8,1 per cento svizzero, e questo per tutto il tempo in cui l'argento resta nel deposito.

Importante dall'aprile 2026: per i depositi doganali all'interno dell'UE non è più così semplice. In Germania una circolare del Ministero federale delle finanze del 9 aprile 2026 lega l'esenzione IVA a una condizione che di norma un investitore non soddisfa. I depositi svizzeri e del Liechtenstein non ne sono toccati; i dettagli sono nella pagina Depositi franchi in Svizzera e in Liechtenstein. Chi ha già argento in Italia non dovrebbe venderlo per ricomprarlo altrove: per le posizioni importanti un trasporto all'estero è la via nettamente più economica, e la custodia a Singapore è la seconda possibilità fuori dall'UE.

Per un investitore che vive in Italia è di gran lunga la soluzione più importante:

  1. Acquisto tramite un commerciante che offre la custodia in deposito franco, oppure direttamente presso un gestore di caveau in Svizzera, in Liechtenstein o a Singapore
  2. Custodia nel caveau di alta sicurezza, assicurata, verificata, a tuo nome (segregata)
  3. Vendita direttamente dal deposito, di nuovo senza che sia mai stata pagata l'IVA

L'imposta non viene aggirata, viene sospesa: solo quando l'argento esce fisicamente e viene importato nasce l'IVA all'importazione del Paese di destinazione. Chi non porta mai l'argento in Italia non la paga mai.

L'effetto collaterale, dal punto di vista della protezione patrimoniale, vale almeno quanto il vantaggio fiscale: l'argento si trova fuori dalla portata diretta della giurisdizione di casa. Di più nella pagina Custodire l'oro all'estero, i cui principi valgono identici per l'argento.

Comprare argento senza IVA

Con un normale acquisto da un commerciante in Italia non esiste argento senza IVA: l'aliquota ordinaria del 22 per cento vale per ogni lingotto e ogni moneta. Chi vuole evitare l'imposta in modo legale e completo deve comprare in modo che l'argento non entri mai in libera pratica nell'UE. Per questo oggi esistono esattamente due vie collaudate, e funzionano entrambe solo insieme a una custodia all'estero.

Via 1: acquisto con consegna diretta in un deposito franco in Svizzera o in Liechtenstein. Compri da un commerciante o da un gestore di caveau che consegna subito l'argento nel deposito. Finché resta lì sotto vigilanza doganale non si paga IVA, né il 22 per cento italiano né l'8,1 per cento svizzero. L'imposta nasce solo quando ritiri l'argento e lo importi. Chi rivende direttamente dal deposito non la paga mai. Come funziona il deposito, quanto costa e a che cosa devi badare nella forma di custodia lo trovi nella pagina Depositi franchi in Svizzera e in Liechtenstein.

Via 2: acquisto e custodia a Singapore. Lì l'argento da investimento a partire da 999 millesimi è esente dall'imposta sui consumi in via definitiva, non solo sospesa: all'acquisto, durante la custodia e alla vendita. L'esenzione è però legata a criteri stretti, dalla raffineria riconosciuta all'elenco delle monete. Quali lingotti e quali monete li soddisfano e quando il luogo conviene lo spiega la pagina Custodire metalli preziosi a Singapore.

Un terzo modello, l'acquisto tramite un deposito doganale all'interno dell'UE, dalla primavera 2026 è in pratica precluso agli investitori privati almeno sul mercato tedesco (i dettagli sono più sopra, nel paragrafo sul deposito franco).

Per chiarezza: non vendiamo né argento né posti in caveau, e non trasportiamo nulla. Quello che forniamo è la decisione che viene prima: quale delle due vie fa per la tua situazione, quale caveau, in quale forma dovrebbe trovarsi il metallo e se l'intera operazione conviene davvero rispetto a quello che possiedi oggi. È proprio questo calcolo, regolarmente, il punto in cui la consulenza si ripaga da sola.

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Comprare fisicamente e portarlo a casa: i limiti del modello

L'idea viene spontanea: comprare in Svizzera all'8,1 per cento e passare il confine, oppure direttamente a Singapore senza imposta. Qui serve prudenza:

  • All'ingresso in Italia si paga l'IVA all'importazione del 22 per cento sul valore della merce. Il vantaggio fiscale del Paese di acquisto svanisce del tutto non appena l'argento viene importato regolarmente.
  • La franchigia per chi viaggia, 430 euro in aereo o via mare e 300 euro via terra, con l'argento si supera in un attimo. Oltre la soglia, secondo l'Agenzia delle Dogane, i diritti sono dovuti sull'intero valore.
  • Portare la merce oltre il confine senza dichiararla non è una pianificazione. È un'infrazione.

A differenza dell'oro da investimento, che entra in Italia senza IVA, con l'argento il "compra all'estero e porta a casa" dal punto di vista fiscale quindi non funziona. Con l'argento l'estero conviene solo insieme a una custodia all'estero.

Lingotti, monete o lingotti-moneta?

Nel deposito franco contano solo il premio sul prezzo spot e la negoziabilità:

  • Lingotti da 1 chilogrammo in su offrono i ricarichi più bassi sul prezzo spot e sono adatti alle posizioni più grandi in deposito.
  • Monete (Maple Leaf, Filarmonico, Britannia) sono più frazionate, conosciute in tutto il mondo e più flessibili alla vendita, ma costano più premio.
  • Monete da collezione e monete storiche non sono argento da investimento; per la protezione patrimoniale non sono adatte.

C'è poi un punto italiano che vale ovunque si trovi l'argento: se lo vendi con un guadagno, la plusvalenza sui metalli preziosi allo stato grezzo o monetato è un reddito diverso ai sensi dell'art. 67 del TUIR e sconta l'imposta sostitutiva del 26 per cento. Senza documentazione del costo d'acquisto si considera plusvalenza l'intero corrispettivo. Conserva quindi la fattura del deposito franco come conserveresti quella di un acquisto in Italia.

Domande frequenti

In quali Paesi l'argento è davvero esente da imposta?

Senza imposta sul valore aggiunto sull'argento da investimento: Singapore (da 999 millesimi), Hong Kong, Canada (da 999 millesimi) e la maggior parte degli Stati USA. In Europa lo 0 per cento si ottiene tramite i depositi franchi in Svizzera e in Liechtenstein.

Posso comprare argento in Svizzera e portarlo in Italia?

Comprarlo sì, portarlo senza imposta no. All'ingresso in Italia si paga l'IVA all'importazione del 22 per cento. Oltre la franchigia per chi viaggia l'argento va dichiarato in dogana: chi lo porta senza dichiararlo commette un'infrazione.

Sulle monete d'argento in Italia si paga l'IVA?

Sì, di regola all'aliquota ordinaria del 22 per cento quando le compri da un commerciante. L'esenzione IVA dei metalli preziosi in Italia riguarda soltanto l'oro da investimento, cioè lingotti da 995 millesimi e monete d'oro che rispettano i criteri di legge. Per l'argento non esiste una regola equivalente.

L'argento conviene come investimento nonostante l'IVA?

È una questione di struttura. Chi compra fisicamente in Italia parte con una perdita di circa il 18 per cento del prezzo pagato, perché l'IVA è persa. Chi compra e custodisce tramite un deposito franco investe al prezzo del mercato mondiale, come con l'oro.