Alla domanda su dove custodire al meglio i metalli preziosi, in rete ci sono moltissime risposte e pochissime utili. Di solito è una classifica di Paesi, e l'ordine dipende da chi l'ha scritta.
Il problema non è la risposta, ma la domanda. Il luogo di custodia non è una proprietà del metallo, ma una conseguenza della tua situazione. Due clienti con giacenze identiche arrivano regolarmente a due luoghi diversi, ed entrambi hanno ragione.
Questa pagina inverte quindi l'ordine. Prima le domande che determinano il luogo. Poi il confronto per situazione. E solo dopo, che cosa vale davvero nei singoli Paesi.
Le quattro domande che determinano il luogo
Prima: quale compito ha questa parte della giacenza? Una riserva a portata di mano e un blocco di patrimonio che deve restare fermo trent'anni non hanno nulla in comune. Chi risolve entrambe le cose in un solo luogo non ne risolve bene nessuna.
Seconda: devi ancora comprare, o il metallo c'è già? Con l'argento l'imposta all'acquisto è la voce singola più grande in assoluto. Chi deve ancora comprare la può evitare. Chi l'ha già pagata non la può recuperare, e per lui conta solo dove il metallo esistente sta meglio.
Terza: in quale ordinamento deve trovarsi, e quanto lontano? Raggiungibilità e distanza sono un conflitto di obiettivi. Quello che è raggiungibile in un giorno è raggiungibile in un giorno anche per altri.
Quarta: cosa o credito? È la domanda che prevale sul luogo. Un diritto verso un depositario resta un diritto, in qualunque Paese si trovi il caveau. L'abbiamo esaminata a fondo nella pagina Cassetta di sicurezza o caveau, e chi non l'ha chiarita non ha ancora bisogno di pensare ai Paesi.
Il confronto per situazione
È il cuore di questa pagina. Cerca la riga che fa per te.
| La tua situazione | Che cosa ne segue | Che cosa conta allora |
|---|---|---|
| Piccola riserva che in caso di bisogno deve essere a portata di mano in un'ora | Resta vicino a te | Il tema non è il luogo, ma la somma assicurata e che il resto del patrimonio non stia nello stesso posto |
| Posizione d'argento, l'acquisto deve ancora avvenire | Comprare e lasciare fuori dall'UE, non comprare qui e spostare dopo | Il luogo deve favorire l'acquisto, non solo la custodia. Dall'aprile 2026 i depositi doganali tedeschi non lo fanno più |
| Posizione d'argento comprata in Italia, IVA pagata | L'imposta è persa, non torna indietro | Ora conta solo il conto trasporto contro spread di negoziazione, non l'imposta |
| Posizione d'oro di media grandezza, raggiungibilità importante | Un luogo raggiungibile in giornata | Svizzera o Liechtenstein. L'oro da investimento è esente all'acquisto quasi ovunque, quindi decide la forma di custodia |
| Blocco di patrimonio che deve restare stabilmente fuori dall'UE e non tornare | La distanza è un vantaggio, non uno scomodo | Singapore. Lì l'esenzione non è un effetto della procedura, ma un'esenzione vera |
| Il rientro in Italia è probabile | Il modello del deposito franco è la soluzione sbagliata | All'uscita in libera pratica nasce l'imposta. Rinviata non significa condonata |
| Gli eredi vivono in più Paesi | Il luogo di custodia diventa una questione di successione | Non decide l'imposta, ma quanto facilmente i tuoi eredi arrivano davvero alla giacenza |
| Si tratta di discrezione verso privati, non di imposte | Forma di custodia e gestore prima del Paese | Una giacenza fuori dal sistema bancario, in custodia segregata, con attribuzione chiara |
Scorrendo la tabella, due righe saltano all'occhio. L'errore più frequente sta nella terza riga: i clienti spostano argento già tassato sperando di cambiare qualcosa sull'imposta. Non si può. Lo spostamento spesso conviene lo stesso, ma per un altro motivo, ed è bene conoscerlo.
Il secondo più frequente sta nella sesta riga. Chi fin dall'inizio pensa di riportare il metallo a casa prima o poi, con un deposito franco si costruisce un debito d'imposta invece di risparmiare un'imposta.
Che cosa vale davvero nei singoli Paesi
Qui solo ciò che si può documentare, in due frasi per Paese. Per quattro dei sei luoghi c'è scritto anche: lì non procuriamo nulla. Sono qui perché un confronto senza di loro sarebbe incompleto.
Svizzera e Liechtenstein
Le operazioni con oro a scopo d'investimento da 995 millesimi in lingotti con il punzone di un saggiatore fonditore riconosciuto e con monete d'oro coniate dallo Stato sono esenti dall'imposta, e lo è anche l'importazione di quell'oro. Per argento, platino e palladio vale l'aliquota normale dell'8,1 per cento, che però non nasce finché la merce si trova nel deposito franco sotto vigilanza doganale e conserva questo statuto. Il Liechtenstein forma con la Svizzera dal 1923 un territorio doganale comune e dal 1994 un territorio IVA comune. Dettagli nella pagina Depositi franchi in Svizzera e in Liechtenstein.
Singapore
I metalli da investimento sono esenti dalla Goods and Services Tax dal 1° ottobre 2012, all'importazione come nella fornitura nel Paese, per operatori e privati, e l'esportazione è ad aliquota zero. La differenza con il modello del deposito franco è di fondo: qui l'imposta non è rinviata, non nasce proprio. I criteri però sono stretti, e il palladio non è compreso. Dettagli nella pagina Custodire metalli preziosi a Singapore.
Austria
Lì non procuriamo nulla. L'oro da investimento, come in tutta l'UE, è esente da IVA; quali monete d'oro soddisfano i criteri lo rende noto ogni anno il Ministero delle finanze con un regolamento. L'esenzione però è impropria, quindi senza detrazione dell'imposta a monte. Per l'argento vale l'aliquota normale austriaca del 20 per cento, appena sotto il 22 per cento italiano: una differenza che non cambia la sostanza. Soprattutto, però, l'Austria è diritto dell'UE, territorio doganale dell'UE e assistenza europea all'esecuzione. Come luogo di custodia per un cliente residente in Italia non risolve il compito per cui si sposta il metallo.
Nuova Zelanda
Lì non procuriamo nulla. Il metallo fino è definito come oro da 99,5 per cento, argento da 99,9 per cento e platino da 99 per cento; la fornitura da parte di un commerciante e l'importazione sono operazioni esenti. Fiscalmente quindi attraente, e anche la stabilità politica gioca a favore. Contro giocano distanza e fuso orario: una giacenza che in pratica non visiterai mai, il cui gestore non incontrerai mai e il cui sistema giudiziario ti è estraneo è un rischio di altro tipo rispetto a quello fiscale.
Emirati Arabi Uniti
Lì non procuriamo nulla. I metalli da investimento, cioè oro, argento e platino da 99 per cento di purezza in una forma negoziabile sul mercato mondiale, sono ad aliquota zero. Dal 2024 per le operazioni tra imprese registrate si applica in più l'inversione contabile. L'infrastruttura è di prim'ordine e i collegamenti sono buoni. Andrebbe verificato quanto siano solide, per un proprietario europeo, la tutela dei diritti e la gestione della successione nel singolo caso, ed è una domanda a cui non si risponde in blocco.
Hong Kong
Lì non procuriamo nulla. Hong Kong è un porto franco: nessuna tariffa doganale su importazioni ed esportazioni e nessuna IVA. Fiscalmente è difficile fare di meglio. Il confronto qui si gioca tutto sul lato politico, e su questo ogni cliente ha una propria valutazione, che non facciamo al posto suo.
Perché la domanda sul Paese più sicuro porta fuori strada
In quasi ogni primo colloquio arriva la frase su quale sia, allora, il Paese più sicuro. La domanda è comprensibile, ma mette nello stesso calderone quattro rischi diversi, e nessun Paese sta ugualmente bene su tutti e quattro.
Il rischio politico è la domanda se le regole tra dieci anni saranno ancora le stesse. Il rischio giuridico è un'altra: se in caso di controversia arrivi alla tua proprietà, quanto ci vuole e in quale lingua. Il rischio fisico sta nell'edificio e nel gestore e non ha quasi nulla a che fare con il Paese. E il rischio di controparte sta solo nel contratto che firmi.
Un luogo può essere politicamente stabile e giuridicamente faticoso. Un altro può essere giuridicamente eccellente e politicamente esposto. Chi chiede il Paese più sicuro riceve quindi la risposta a una domanda che non ha fatto, e prende la decisione nel punto sbagliato. Ha senso valutare i quattro rischi uno per uno e poi decidere quale di essi, nella tua situazione, è davvero il più grande.
I tre errori che vediamo più spesso
Scegliere il luogo in base alla tabella delle imposte. Le differenze fiscali sono reali, ma decidono solo all'acquisto. Sul metallo che c'è già non decidono più nulla, e la forma di custodia decide sempre.
Mettere tutto in un solo posto. Il riflesso è comprensibile, perché è più semplice. Una giacenza in un solo luogo condivide però ogni rischio di quel luogo, dal gestore alla politica. Oltre una certa dimensione, la ripartizione su due ordinamenti è il miglioramento più semplice in assoluto.
Non pensare al rientro. Ogni modello ha un'uscita, e raramente è comoda quanto l'ingresso. Per ogni luogo che consideri chiediti: che cosa succede se tra cinque anni voglio trasformare il metallo in denaro, e che cosa se devono farlo i miei eredi. Per chi vive in Italia c'è una costante, ovunque stia il caveau: alla vendita la plusvalenza sui metalli preziosi sconta l'imposta sostitutiva del 26 per cento, e il metallo all'estero va indicato ogni anno nel quadro RW. Il luogo cambia molte cose, non questa.
E se la giacenza sta già da qualche parte
Allora la domanda non è dove sarebbe meglio, ma se il cambio conviene. Questo conto ha due lati: un'offerta di trasporto concreta contro lo spread che costerebbe una vendita con riacquisto. Come si imposta lo spiega la pagina Trasportare metalli preziosi all'estero. Perché il luogo conti, e che cosa sia stato davvero disposto nella storia, lo spiega la pagina Divieto dell'oro e confisca.
Che cosa facciamo noi
Non gestiamo caveau né trasporti valori e non commerciamo metalli preziosi. Non procuriamo nemmeno posti di custodia in Paesi che non conosciamo, solo perché in una tabella fanno bella figura.
Quello che facciamo è l'attribuzione: quale parte della tua giacenza ha quale compito, quale luogo e quale forma di custodia sono adatti, e quale parte può tranquillamente restare dov'è. Nella maggior parte dei mandati il risultato non è "tutto a Singapore", ma una ripartizione che si spiega in una frase.
Friedrich A. Hennegriff la ripercorre con te, con la tua giacenza reale e la tua situazione reale invece di una classifica di Paesi. La consulenza si svolge in inglese.
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Dove è meglio custodire i metalli preziosi?
Non esiste un luogo migliore, perché la domanda dipende dal compito. Per una piccola riserva da avere a portata di mano il luogo giusto è quello vicino. Per l'argento ancora da comprare decide l'imposta all'acquisto. Per le quantità che devono restare stabilmente fuori dall'UE decidono ordinamento e forma di custodia. Tre compiti, tre risposte diverse.
L'Austria è un luogo di custodia migliore dell'Italia?
Per l'argento quasi non cambia nulla. L'Austria ha un'aliquota normale del 20 per cento, appena sotto il 22 italiano. L'oro da investimento lì, come in tutta l'UE, è esente da IVA, ma in modo improprio, cioè senza detrazione dell'imposta a monte. Soprattutto, però, l'Austria resta diritto dell'UE e assistenza europea all'esecuzione, ed è proprio questo, nella maggior parte dei mandati, il motivo dello spostamento.
E Dubai, Hong Kong o la Nuova Zelanda?
Tutti e tre sono fiscalmente attraenti. Negli Emirati Arabi Uniti i metalli da investimento da 99 per cento di purezza sono ad aliquota zero, Hong Kong è un porto franco senza IVA e senza dazi sull'oro, e in Nuova Zelanda la fornitura di metallo fino è un'operazione esente. Se un luogo sia adatto, però, non lo decide l'imposta, ma la raggiungibilità, la certezza del diritto e il modo in cui lì si svolge una successione.
Procurate posti di custodia in tutti i Paesi citati?
No. Lavoriamo con luoghi in Svizzera, in Liechtenstein e a Singapore. Austria, Nuova Zelanda, Dubai e Hong Kong sono qui perché fanno parte di un confronto onesto, non perché li offriamo. In ogni caso non gestiamo né caveau né trasporti valori.